Le Opere

L'impero delle luci:
(titolo originale: L'empire des lumières)
Anno: 1954
Formato: 195,4x131,2cm
Tecnica: Olio su tela

"Ho rappresentato due idee diverse, vale a dire un paesaggio notturno e un cielo come lo vediamo di giorno. Trovo che questa contemporaneità di giorno e notte abbia la forza di sorprendere. Chiamo questa forza poesia."

(Magritte)

L’accostamento che Magritte ci propone in quest’opera, è un accostamento fra giorno e notte, fra luce e buio. Nella metà superiore del dipinto, è raffigurato un cielo diurno con tanto di nuvole bianche. Questa porzione di cielo è però spezzata da un albero scuro che s’innalza da un terreno fatto di ombre e di buio. Sempre nella metà inferiore del dipinto, un lampione illumina una casetta affacciata ad un lago scuro: è la notte.

Non ci appare subito evidente, ma se ci soffermiamo un poco sulla tela ci accorgiamo della presenza di una forte rottura. Rottura del rapporto fra luce ed ombra, provocata da un accostamento inconsueto fra notte e giorno. Possiamo senz’altro dire che quest’opera è una delle più toccanti fra le molte dipinte dal pittore Belga. È incredibile come egli riesca a far passare quasi inosservato un conflitto di tali dimensioni rappresentato in soli pochi metri quadri di superficie.

Per quanto riguarda il senso del dipinto, le interpretazioni sono molteplici. Per esempio, un credente di fede cristiana potrebbe interpretare la notte sulla Terra come un mondo terreno fatto di peccati e peccatori, di crudeltà e di infedeltà, mentre che il cielo luminoso rappresenterebbe la salvezza del paradiso. Per uno stolto potrebbe semplicemente essere una crosta dipinta da qualcuno che non ha niente di meglio da fare. Per qualcuno d’altro, noi ad esempio, un piacevole accostamento fra due realtà differenti che creano una nuova e stravagante armonia che Magritte stesso definisce poesia

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Lavoro di Maturità 2003, Liceo Cantonale di Locarno
Luca Prat e Daniele Lecci
Ultimo aggiornamento: 16.12.2003